Ti impongono di pagare il contributo volontario? Basta inganni!

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Ogni anno, al momento delle iscrizioni all’anno successivo, migliaia di studenti e studentesse si scontrano con una delle tante barriere di accesso all’istruzione: il contributo volontario.

Sempre più spesso infatti, i Dirigenti Scolastici non esplicitano la volontarietà di tale contributo, descritta nel DLs 226/05 e ribadito nella L 296/06, e spacciano il contributo come obbligatorio o addirittura come una semplice tassa d’iscrizione, mettendo in difficoltà tutte quelle famiglie che vivono condizioni socio-economiche difficili.
Tale contributo diventa quasi essenziale al fine di garantire il sostentamento della vita scolastica, a causa degli inesistenti finanziamenti statali in materia di di diritto allo studio e per questa ragione molti Dirigenti omettono all’interno del modulo d’iscrizione la dicitura ‘volontario’ accanto alla somma del contributo che si aggira tra i 70€ e i 150€.

La nostra scuola, per Costituzione, è pubblica. È responsabilità dello Stato garantire l’accesso alla formazione a tutte e tutti, e dunque rendere gratuito il sistema d’istruzione.
Oggi, nel nostro Paese la situazione è ben diversa da quella immaginata dai padri costituenti: la nostra scuola è escludente, in molti Istituti il contributo volontario è spacciato come necessario ai fini dell’iscrizione all’anno successivo e, dunque, al proseguimento del tuo percorso di studi.
È inaccettabile che ancora oggi non è garantito a tutte e tutti l’accesso all’istruzione nel nostro Paese, a causa della mancanza di una Legge Quadro Nazionale per il Diritto allo Studio, attesa nelle Deleghe in Bianco della L107/15 (“Buona Scuola”) e mai arrivata.
È assurdo che un contributo, che dovrebbe servire ad ampliare il piano dell’offerta formativa, venga utilizzato, nella maggior parte dei casi, per il regolare funzionamento della scuola.

L’anno scorso non sono state poche le segnalazioni di casi di contributo volontario divenuto obbligatorio. Apriremo uno SOS – Sportello Studenti Bari e ci accerteremo che le famiglie siano informate della possibilità di non pagare il contributo, nel caso in cui si vivono condizioni economiche difficili.

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