Antimafia

Vi è quella che oggi come ieri rimane una questione sempre più attuale, la Mafia. Mafia è un termine polisemico, dunque possiede molteplici significati, c’è chi lo fa derivare dalla parola araba mahjas che significa millanteria, eccessivo vanto di sè e di meriti che non si possiedono. Associazioni criminose a carattere iniziatico, rette dalla legge dell’omertà e regolate da complessi riti che richiamano quelli delle compagnie d’arme dei signori feudali sviluppatesi in Sicilia nel XIX secolo dopo la caduta del regno borbonico. Ove lo stato non tutela il cittadino la criminalità riscontra facile applicazione. La mafia costituisce dunque un modello ideale offerto da un lato alle classi dirigenti per legittimarsi. La mafia quindi è espressione d’una necessità d’ordine che il territorio richiede. Una mafia arriva addirittura a incarnare l’autorità, a volte molto più dello Stato. Quindi non si propone come un anti-Stato ma piuttosto come uno “Stato dentro lo Stato”. Le mafie utilizzano semplicemente i vuoti lasciati dallo Stato, approfittando dell’assenza dello stesso e della diffidenza via via crescente che questa assenza fa nascere. Mafia, camorra e soprattutto ‘ndrangheta controllano capillarmente ogni centimetro di territorio al Sud. Adesso che l’immigrazione clandestina non è più reato e che gli accordi bilaterali tra l’Italia e i Paesi del Mediterraneo non ci sono più anche Mare nostrum è diventato un affare per i trafficanti di uomini. È la mafia a prendere accordi con i mercanti di uomini, è la mafia la prima agenzia di collocamento dei disperati. Lo smaltimento illegale di rifiuti industriali è anch’esso tra i più pericolosi campi d’attività delle mafie e uno tra i business illegali più redditizio. Anziché essere trattati e gestiti secondo le norme, che ne assicurano lo smaltimento in regime di sicurezza ambientale e sanitaria, i rifiuti speciali vengono nascosti e così avvelenano l’aria, contaminano le falde acquifere, inquinano i fiumi e le coltivazioni agricole. Accordi segreti tra imprese italiane e straniere che vogliono evitare gli alti costi di smaltimento dei rifiuti pericolosi. La Camorra che ha visto l’opportunità di trarre grossi profitti ha deciso d’occuparsi del loro smaltimento. A Bari la Camorra barese, un’organizzazione operante da non confondere con la camorra napoletana annovera fra le proprio attività primarie traffico di stupefacenti, contrabbando ed estorsioni, ed è sempre più inflitrata nel tessuto cittadino soprattutto se pensiamo alla speculazione edilizia. Aggredire i patrimoni mafiosi può essere una delle grandi risposte che si può dare dal punto di vista economico. Una giustizia più veloce, più efficace da questo punto di vista, è uno degli strumenti che possiamo mettere in campo. Libera Terra nasce con il solo obbiettivo di valorizzare i territori partendo dal recupero sociale e produttivo dei beni liberati dalle mafie. Nel 1995, la prima grande campagna nazionale che Libera intraprese insieme a tutti gli altri soggetti della rete fu una raccolta di firme per introdurre il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati.
Oggi dobbiamo interrogarci su come quegli spazi diventano attraversabili dagli studenti delle scuole, e per farlo è essenziale aprire un dialogo con Libera Bari che non si limiti esclusivamente al percorso verso il 21 marzo ma che ci veda realmente lavorare insieme durante tutto il corso dell’anno.