Antifascismo

“E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto Partito fascista.”
Disposizione XII della Costituzione Italiana.

 
L’Italia è per costituzione antifascista, ma sappiamo che l’antifascismo dalle istituzioni è stato ridotto a una mera commemorazione, e che il fascismo, come i lasciti dei suoi principi (xenofobia, razzismo, omofobia), non è stato sradicato. L’antifascismo è una pratica quotidiana che dobbiamo condurre su piano politico e culturale.
Dallo scioglimento di MSI (Movimento Sociale Italiano), nel 1995, e dalla creazione di FN (Forza Nuova), nel 1997, ed il suo movimento studentesco annesso “Lotta Studentesca”, le pratiche neofasciste sono iniziate ad essere celate sotto slogan anticapitalisti e anti imperialisti (la questione palestinese ne è un chiaro esempio) fino ad arrivare alla creazione di Casa Pound, avvenuta nel 2003, che é riuscita e che riesce tutt’ora a cavalcare la rabbia sociale smontando ogni “accusa” di essere fascisti, attirando a se molti consensi.
Sul piano nazionale, CPI si sta muovendo a favore della lega nell’ottica del partito nazionalista con a capo Salvini, che ha tralasciato la natura secessionista della lega per accrescere consensi in tutta la nazione basandosi sul modello Le Pen. Questa infatti, in Francia, col Front National cercando di portare idee nazionaliste al governo, sta seminando odio verso gli immigrati e sta mettendo al centro dell’attenzione il tema della casta e della corruzione. Sulla scia appunto di questo modello nazionalista francese, sta prendendo piede l’idea che le politiche del governo debbano riguardare prima gli italiani e poi gli immigrati, visti da chi influenzato dalla propaganda leghista e di CPI come privilegiati rispetto a loro dalle politiche sociali. Tra le altre idee proposte prima di Le Pen e poi dai neofascisti c’è il concetto di sovranità nazionale rispetto le politiche europee di controllo monetario e austerità.
A Bari il movimento fascista è molto disgregato al suo interno, tra forzanovisti e Casapound incapaci di fornire una risposta concreta ed effettiva alle contraddizioni sociali presenti a livello cittadino, ma che nonostante tutto riescono ad influire in alcuni ambienti ,quali le curve della squadra locale ,trasmettendoli attraverso lo strumento del qualunquismo concetti estremamente razziali, calpestando i principi di eguaglianza sostanziale .
A questo, si accoda la totale mancanza di risposte concrete ai bisogni e ai disagi della popolazione da parte della sinistra completamente assente e distante dal tessuto sociale che lascia spazio al radicamento dei neofascismi attraverso risposte populiste e semplicistiche ai disagi della popolazione, non più rappresentati dalla sinistra sociale.
Il ruolo del sindacato studentesco nella lotta ai movimenti neofascisti deve essere quello di formare la popolazione studentesca su quello che sono oggi queste organizzazioni attraverso pratiche quotidiane di sensibilizzazione all’interno delle scuole. Le azioni più fattibili sono quelle di volantinaggio all’interno degli istituti o la programmazione di assemblee in cui la popolazione studentesca viene informata sulle metodologie che questi gruppi utilizzano per accaparrare consensi, a questo tipo di opere può essere affiancato un lavoro di tipo culturale nelle scuole , tramite corsi autogestiti in cui si parla della genesi di questi movimenti e come questi si sono potuti radicare all’interno del territorio. La differenza sostanziale fra l’UdS e i vari movimenti neofascisti sta nel modo in cui queste agiscono per aiutare la popolazione studentesca, infatti se noi utilizziamo il mutualismo in varie forme (come ad esempio il mercatino dei libri), queste organizzazioni per creare consensi aiutano i cittadini con forme di sostegno più d’impatto con chiari risvolti populistici. Tutto ciò viene fatto, come detto, per creare consensi e attirare la popolazione verso le loro idee.
Un altro metodo con cui i neofascisti cercano di aumentare i consensi maggiori è cavalcare l’onda del “problema” immigrati, soprattutto a seguito dei fatti più recenti per questi movimenti risulta facile far passare il diverso, il più delle volte, come un terrorista o persona che ruba il lavoro. Questo tipo di approccio xenofobo per acquisire consensi fa leva sulle fasce della popolazione più ignoranti che possono essere facilmente convinte che la causa di tutti i problemi odierni siano attribuibili allo straniero, fare antifascismo su questo argomento significa fare informazione su chi sono gli immigrati e far aprire gli occhi alla gente su come i neofascisti possono con questi argomenti diventare sempre più forti. A questo fine è importante, ad esempio, spiegare i motivi per cui uno emigra dal proprio paese per giungere in Italia, quali sono le nostre responsabilità in quanto occidente, ecc. Se ciò che i neofascisti fanno è generalizzare sull’argomento, ciò che bisognerebbe fare di contro, è informare.